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Red Bull Youth America's Cup: giovani velisti crescono

18.05.2012 00:07 di Giuliano Luzzatto  articolo letto 586 volte
Il catamarano AC45 con i colori della Red Bull Youth America's Cup presentato oggi a Venezia
Il catamarano AC45 con i colori della Red Bull Youth America's Cup presentato oggi a Venezia

Venezia -  Questa volta Red Bull le ali le mette davvero, e saranno quelle vele alari di catamarani AC45. La Red Bull Youth America’s Cup, presentata oggi a Venezia e a San Francisco, darà infatti modo ai velisti più giovani di acquisire l'esperienza necessaria per diventare protagonisti di un team di America’s Cup. Le regate si svolgeranno tra agosto e settembre 2013 a San Francisco durante della 34ma America’s Cup,a bordo degli avveniristici e velocissimi AC45, gli stessi utilizzati oggi per le America’s Cup World Series. La Red Bull Youth America’s Cup è aperta a dieci team, con un massimo di uno per nazione, composti da sei velisti di età compresa tra i 19 e i 23 anni. Ogni membro dell’equipaggio dovrà essere in regola con i requisiti di nazionalità. Si torna così al team nazionale che tanto aiuta il pubblico a identificarsi nella propria bandiera, si offre una grande opportunità ai giovanissimi senza dimenticare l'aspetto business: infatti gli AC45 continuano la loro vita una volta varati gli AC72 e al contempo la 34ma America's Cup guadagna un evento di contorno dal grande valore. Ricordiamo che al momento solo quattro team saranno a San Francisco: il Defender Oracle, e gli sfidanti Artemis, ETNZ e Luna Rossa. L’evento godrà dei benefici derivanti dalla piattaforma di comunicazione esistente, inclusa la copertura televisiva, web e mobile. 

“Credo che questa sia una delle novità più entusiasmanti introdotte nell’America’s Cup da molto tempo a questa parte” ha detto James Spithill di ORACLE TEAM USA che, nel 2010, a soli 30 anni, è diventato il più giovane skipper ad aver vinto la Coppa America. “Riuscire a entrare nel giro dell’America’s Cup è molto dura. Io sono stato molto fortunato ad avere una possibilità quando avevo 19 anni con Young Australia, un team che mi ha dato la possibilità di farmi notare. Credo sia giunto il momento di dare ad altri le stesse opportunità: è ora di modificare le tradizioni e aprire le porte ai più giovani, invece di ostacolarne l’ingresso nel giro che conta”.


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