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Un super Alonso in una domenica di follia regolamentare

22.07.2012 20:43 di Alex d'Agosta  articolo letto 314 volte

Fernando Alonso ha dominato il Gran Premio di Germania, quest’anno di turno a Hockenheim, allungando il suo vantaggio su un Vettel veloce in tutto il weekend, che però contiene i danni tagliando il traguardo al secondo posto (in seguito retrocesso al quinto), e su Webber, ben più indietro. Terzo sotto la bandiera a scacchi il rinato Button, che ha perso soltanto a pochi chilometri dalla fine la piazza d’onore che sembrava alla sua portata per gran parte della corsa. Ma il destino, per una volta, ha privilegiato l´inglese, a credito con la sfortuna ormai da troppe gare: Vettel, nel sorpassarlo nelle fasi finali della corsa, ha grossolanamento infranto il regolamento e, a fine gara, si é visto comminare la penalitá del drive through che, non potendo essere effettuata, equivale a una retrocessione di venti secondi. Tanti per farli scivolare al quinto posto, facendo cosí avanzare Button e Raikkonen. 
La partenza, andata in scena sotto un sole non caldissimo ma a lungo atteso in tutto il weekend, non è stata un esempio di regolarità: prima di tutto per il ferrarista Massa, che si è cacciato nei guai da solo andandoa tamponare la Toro Rosso dell’incolpevole Daniel Ricciardo a pochi secondi dal semaforo verde, e poco dopo ulteriormente vivacizzata da un più lieve contatto fra Grosjean e Senna.
Lo sprint della Ferrari al vertice, invece, come da previsioni ha confermato la splendida forma dell’asturiano, che  ha tenacemente imposto e mantenuto un passo sicuro fino alla fine della corsa.
Questa domenica,priva fortunatamente di sconvolgimenti meteorologici e di safety car, al muretto rosso si sono distinti per aver preso decisioni prudenti, cambiando al primo turno le gomme prima di Vettel e Button.
Uno dei colpi di scena più importanti di questa grande domenica di sport in Germania è accaduto però già al terzo giro, con la perdita di Hamilton dalle prime file: una foratura alla gomma posteriore sinistra lo costringe a un lento rientro ai box, che compromette tutta la prova tedesca.
Da lì in poi la gara è stata molto intensa e combattuta specie nella testa: quando erano 22 i giri completati, erano infatti ben cinque i campioni del mondo nelle prime cinque posizioni che davano lustro alla gara e alla ritrovata competitività di tanti team: Alonso, Vettel, Button, Raikkonen e Schumacher, in un ordine che rappresenta quasi alla perfezione anche la forma mostrata in questa stagione. Mancava però Hamilton, anche oggi molto veloce ma, come da quasi consolidata tradizione, un evento sfortunato lo ha escluso dalla lotta per il podio.
Pure nella seconda parte lo strapotere di Alonso ha prevalso sul Gran Premio di Germania, ma per un attimo i cuori degli appassionati sono sussultati di paura: a 12 giri la radio dai box comunicava pubblicamente a Fernando la perdita di due decimi in un settore, ed inevitabilmente a molti è apparso lo spettro di una noia meccanica.
Ma nulla è poi successo e, anzi, sembrava quasi che Raikkonen potesse andare a impensierire Vettel, facendo infuriare il pubblico tedesco per la possibilità di non vedere nessun connazionale sul podio. Invece è andato in modo molto differente. Se infatti al sessantesimo giro il muretto McLaren profetizzava ottimisticamente che potevano ancora “andare a vincere la gara”, i fatti hanno visto invece Vettel riuscire a superare Button negli ultimissimi chilometri, anche se illegalmente, scrivendo così un podio primeggiato da Alonso e Ferrari, con dietro di lui il pilota tedesco più veloce e un Button comunque motorizzato Mercedes.  Delusione per Schumi, settimo, andato bene in qualifica ma, come ammesso dagli stessi tecnici del team, impossibilitato a fare di meglio anche qui, a meno che non si fosse corsa una gara bagnata. Raikkonen, terzo grazie alla giuria, ha ottenuto la posizione che meritava veramente. Kobayashi (quarto, dopo la penalitá) e Perez (sesto) hanno portato a casa Sauber una delle migliori prestazioni di sempre, e per il giapponese rappresenta attualmente il miglior risultato in carriera. Webber, ottavo, perde quindi molto terreno in classifica da Alonso, mentre Hulkemberg e Rosberg, gli ultimi a punti, non si distaccano molto dalle prestazioni medie di tutto l’anno.


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