Patto della Concordia 2013: chi si e chi no

Ok Ferrari, McLaren e Red Bull. Fuori Mercedes e Williams. Ecclestone "Accordo ufficializzato"

 di Renato Chieppa  articolo letto 537 volte
Domenicali ed Ecclestone: due facce felici del Patto 2013
Domenicali ed Ecclestone: due facce felici del Patto 2013

Il rinnovo è fatto. A Sepang il nuovo Patto della Concordia, cioè l’accordo che regola gli introiti economici per i team della Formula Uno, è stato firmato. Non da tutti (ovviamente), soltanto da chi ha avuto il suo tornaconto, in primis Ferrari, McLaren e Red Bull.

Bernie Ecclestone ha ufficializzato la conclusione della telenovela con queste poche righe: “Sono contento di poter annunciare che abbiamo raggiunto un accordo commerciale con la maggioranza dei team, compresi Ferrari, McLaren e Red Bull, sui termini con cui questi continueranno a competere in F1 dopo la scadenza dell' attuale accordo”.

Pertanto, fino al 2020, i tre top team, più Toro Rosso e Sauber, hanno dato il loro placet a ciò che andrà in vigore dal primo gennaio 2013. E le altre? Escluse Mercedes e Williams, le quali hanno detto no: entrambe le scuderie sono state penalizzate dall’aver cambiato denominazione, però, volenti o nolenti (soprattutto), dovranno ingoiare il rospo. Lotus e Force India ci stanno”, mentre HRT, Marussia e Caterham potrebbero rimanere fuori (condizionale d'obbligo, però alla fine daranno l'ok). Quest’ultima, per bocca del suo team principal Tony Fernandes, ha però ammesso: “Penso che finché non ne sapremo di più, è stupido essere contrari”.

A Maranello intanto si gioisce più degli altri per quanto ottenuto: il successo politico porterà infatti più soldi (50 milioni di euro dicono i rumors), la terza macchina e, chissà quando, anche la quotazione in borsa. Pure a Woking e Milton Keynes si brinda, ma non come in Emilia.

Strano il silenzio della FIA. Il massimo organo costituzionale è stato (per ora) tenuto in disparte. Jean Todt attende sornione il verificarsi degli eventi, sebbene il suo depauperamento a favore della F1 Commission non lo faccia dormire tranquillo. Intanto Jean-Louis Moncet dalle pagine di Auto Plus rincara: “La FIA e Jean Todt hanno indicato che l’accordo è ancora oggetto di discussioni di cui la FIA sta prendendo parte. Siccome si tratta di argomenti molto complessi, è meglio non speculare “. Però si sa, di un arbitro c’è bisogno per regolamento…