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Eric Boullier: "I difetti? Sono spariti"

Il team principal della Lotus ha analizzato i recenti risultati della sua squadra
16.05.2012 12:15 di Renato Chieppa  articolo letto 514 volte
Il boss della Lotus Eric Boullier
Il boss della Lotus Eric Boullier

Tre podi conquistati, 84 punti e terzo posto nella graduatoria iridata: il ritorno della Lotus in Formula Uno è stato in grande stile. Dopo la doppietta in Baharain, il terzo posto di Raikkonen a Barcellona (seguito dal quarto di Grosjean) ha confermato la bontà di quanto prodotto ad Enstone nell’inverno passato.

Certo qualche problema lo si è avuto anche qui, vedi il rebus del telaio durante i test del Montmelò, però tutto pare risolto, come confermano gli sviluppi, in termini di risultati, che i due piloti stanno determinando di Gran Premio in Gran Premio.

I difetti sono spariti. – ha chiosato Eric Boullier ai microfoni di Formula1.com - Mi piacerebbe avere entrambe le vetture sul podio ogni weekend e siamo sulla buona strada in tal senso. Va considerato che entrambi i nostri piloti non sono stati alla guida di una monoposto di Formula Uno per almeno due anni, in tal senso bisogna accelerare la gestione del loro formato weekend. Anche se si fanno un sacco di chilometri in macchina, non va lasciata al caso nessuna opportunità che siano prove libere, qualifiche o gara”.

Il team principal cavalca quindi l’onda, incurante della “dipartita” del suo title sponsor: “Non è vero che l’abbiamo perso, abbiamo soltanto chiuso  il contratto. Adesso siamo comunque più ricchi di prima. Quest’anno abbiamo grandi budget e, nell’ambito del contratto di licenza, manterremo il nome Lotus. Abbiamo grandi nomi come sponsor: Unilever e Microsoft ne sono l’esempio”.

Un passo indietro al podio in Bahrain. Il primo grande risultato per la rinnovata scuderia: “E' stata una bella soddisfazione per tutta la squadra. Speravamo in qualcosa di più sin dalle prime tre gare, però abbiamo dovuto fronteggiare dei piccoli difetti. Appena questi sono stati risolti tutto ha funzionato per il verso giusto”.

Una scommessa questa driver line-up inedita la quale, allo stato attuale delle cose, è stata vinta: “E’ stato come quando giochi d’azzardo. Da un lato Romain è un tipo dalla personalità piuttosto complessa: è molto forte da un lato e sensibile dall’altro, quindi deve bilanciare i due estremi. L’ultima volta che ha corso in Formula 1 era molto giovane e senza il giusto sostegno. Dall’altra abbiamo Kimi, un animale selvaggio che va lasciato correre. Non c'è bisogno di dirgli quello che deve fare perché è un professionista”.

Sportività e competitività. I due piloti, certo, non saranno degli amiconi, eppure il rispetto è alla base del loro rapporto. Il boss di Enstone in tal senso ha tenuto a precisare: “Storicamente la squadra ha sempre ha sempre spinto per un pilota, un leader riconosciuto. Questa condizione ora però è cambiata. Adesso vogliamo due piloti veloci perché solo così puoi andare avanti nel campionato costruttori: quindi entrambi i piloti hanno lo stesso status. Ovviamente Kimi, con la sua esperienza, il suo carattere e la sua personalità, tende ad avere un certo grado di leadership. Ma in realtà non si tratta di leadership, probabilmente di più attenzione. D'altra parte Romain si sta ritagliando il suo spazio e sta ottenendo un grande rispetto da parte del team. Noi non saremo mai favorevoli a nessuno. Spetta a loro di beneficiare di ciò e produrre dei buoni risultati in gara”.

In chiusura l’ingegnere francese è tornato sulla gara di Barcellona: “La mia sensazione era che avrei visto almeno una tuta nera sul podio. E ho avuto ragione. Due sarebbe stato un sogno. In un ambiente altamente competitivo come questo bisogna essere realisti. Qui non ti danno podi gratis!”.


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