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Alonso terzo a Monaco dietro Vettel e Rosberg. Schumi fuori

27.05.2012 20:41 di Alex d'Agosta  articolo letto 372 volte

La gara di Monaco è stata ancora una volta intensa, vivace e rocambolesca, come nella migliore tradizione del Principato, che quest'anno registrava la settantesima edizione dell'evento, cinquantanovesima se si inizia a contare da quando è stata iscritta nel campionato di Formula 1.

Nell'albo d'oro verrà ricordato come vincitore Mark Webber, all'ottava conferma in carriera e alla seconda volta a casa Grimaldi. L'australiano è partito primo e non è mai stato veramente insidiato nella leadership, anche se questa giornata si è distinta per distacchi davvero ravvicinati nelle posizioni di testa, perfino più ristretti rispetto al 2010, dove però i distacchi contenuti erano giustificati dall'arrivo dietro alla safety car.
Dietro di lui il giovane Nico Rosberg, al secondo podio stagionale e al primo "sotto casa", conferma la bontà della Mercedes che non sembra più patire il difficile rapporto con le gomme, nuova croce invece per i cugini della McLaren.

E poi Alonso, prudente e coerente con sè stesso e con la filosofia imparata in Italia che decantava già dalle qualifiche: "chi va piano, va sano e va lontano". Si riferiva al fatto che era meglio non strafare e infatti non l'ha fatto neanche oggi. Una volta raggiunto l'obiettivo di scavalcare Hamilton, il resto era solo grasso che colava. È semplicemente questo il segreto della riconferma Ferrari: un passo costante in gara e nel campionato lo hanno portato in vetta alla classifica iridata, con 76 punti, in leggero vantaggio sulla coppia Red Bull Racing, a pari merito a 73.
Se i primi tre potevano comunque quasi essere facili da prevedere su base statistica, dietro al podio ogni posizione ha una sua storia legata a movimentati eventi di gara.

Intanto va evidenziato come il pomeriggio di passione a Port Hercule sia iniziato puntuale come un orologio svizzero ancora prima della Sainte Devote, la famosa curva a "imbuto" che storicamente ha sempre fatto una grande selezione già dal primo giro. In questo caso però non è servito attendere la solita staccata sovraffollata all'ultimo metro: lo show era infatti già andato in onda qualche frazione di secondo prima del previsto grazie al non più inedito pasticcio firmato Grosjean. Il francese della Lotus ha indubbiamente adrenalina da vendere, ma è sotto gli occhi di tutti che questo sia il quarto incidente a inizio gara in cui è coinvolto dall'inizio dell'anno. L'inesperienza e la voglia di rischiare lo hanno fatto anche oggi nuovamente maledire dal resto della griglia: scattato il verde, vedendo Alonso sfilare a destra Romain ha oscillato prima a destra e poi a sinistra, evitando il ferrarista ma costringendo Schumacher a sfiorare il guard-rail davanti all'Automobil Club e a farsi sorpassare da Massa.

L'esuberante francese ha la peggio, ma nel pericoloso contatto con il sette volte campione tedesco ha rotto la sospensione posteriore sinistra, si è girato verso il centro della pista e ha danneggiato irreparabilmente anche i sopraggiungenti Kobayashi, Maldonado e De La Rosa che non hanno potuto evitarlo.

Dopo la necessaria safety car si procede con un trenino di testa dove Webber contiene sempre i secondi di distacco a una cifra, con Massa e Vettel pronti a incalzarlo e poco più indietro Raikkonen e Schumacher. A questo punto sembra quasi una gara noiosa dove il record dei guadagni di posizione va a Perez: dopo dieci giri infatti ha già messo in cascina otto sorpassi, di cui quattro nella prima tornata. Mentre i meteo-santoni auspicavano ancora pioggia intorno alla metà gara, gli occhi erano puntati su Vettel che, partito con le soft, si augurava di poter reggere oltre metà gara con le prime calzature e terminare con le rain, montate come secondo treno anziché il terzo come avrebbero dovuto fare i colleghi partiti con le supersoft. Ma quando è iniziato il walzer nella lenta pit lane di Monaco, cui ha dato il via Rosberg, il thrill è stato tutt'altro: un'ottima strategia del muretto di Maranello e un sempre eccellente lavoro ai box ha consentito ad Alonso di superare Hamilton fra il primo e il secondo stint.

Da lì fino al quarantaseiesimo la testa corsa è poi mantenuta da Vettel che, nonostante abbia invano aspettato la pioggia, può comunque festeggiare un ottimo rendimento delle morbide e il sopravanzamento di due avversari grazie ai suoi tecnici. Hamilton e Massa probabilmente non si aspettavano di vedere il tedesco davanti a loro con le supersoft ai piedi già dopo i box. Ma per ovvie ragioni, nell'ultima fase di gara, mentre loro dovevano convivere con le soft nemmeno troppo fresche, non gli è più stato possibile immaginare di riprenderlo.

E anche se verso la fine della corsa è arrivata un pochino di pioggia, intensificata solo dopo la bandiera a scacchi, nell'ultimo terzo di gara non c'è stato più molto da dire, salvo gli ultimi ritiri eccellenti. Ma è stato molto bello poter soffrire ogni giro fino alla bandiera a scacchi, quando i distacchi ravvicinati potevano consentire ribaltoni fino all'ultimo minuto: cinque piloti in cinque secondi è sempre bello da vedersi, specie a Monaco, dove è assai più raro, emozionante e pericoloso.
Tuttavia il caldo e il degrado giocano la loro importanza e la chiamata via radio a Massa al cinquantaquattresimo spegne gli animi di molti: "risparmiare le gomme", il diktat. Il rischio troppo alto di fare un secondo salto ai box era un prezzo troppo alto da pagare, per il team e per il pilota. E così, largo alla razionalità.

Quando l'attenzione era quindi tutta in testa alla corsa, Schumacher al sessantaduesimo ha iniziato a rallentare bruscamente, per poi ritirarsi a causa di un guasto alla pompa della benzina, mentre a pochi giri dalla fine esce di scena anche Button, che ha mandato alle ortiche la sua corsa, che comunque sarebbe finita fuori dalla zona punti, per un impatto contro Kovalainen, con il quale se le suonava di santa ragione da diversi giri, proprio come ha fatto Perez nel finale.

Con un podio così, con il sesto diverso vincitore dall'inizio dell'anno su sei gare, non ci si può certo lamentare del ritrovato spettacolo di questo sport. Il campione in carica, classificato in un soddisfacente quarto posto, comunque, è ancora in forma: fa il massimo che può e azzarda una strategia delle gomme che, se Meteo France fosse stata più veritiera, avrebbe potuto ribaltare anche le più illuminate previsioni. Quinto Hamilton: visibilmente deluso, non può certo fare i salti di gioia: la macchina ha problemi, ha perso due posizioni rispetto al via e soprattutto l'appoggio di un compagno di squadra ancora inspiegabilmente disperso nelle retrovie.

Al sesto posto non si può che festeggiare con sincera gioia Felipe Massa, al suo miglior risultato 2012 anche se terribilmente in media con le ultime due stagioni. Certo quest'anno è cambiato tutto e a ogni gara cambiano i rapporti di forza ma, per sua stessa ammissione, il brasiliano riconosce che forse due posizioni in più erano alla sua portata.


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