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Stoner ancora primo. Analisi di un Portogallo un po' noioso

06.05.2012 14:47 di Alex d'Agosta  articolo letto 1100 volte

Nessuna sorpresa per il Portogallo del MotoGp: una gara piatta, pochi imprevisti, nessun italiano sul podio. Tre coppe per i soliti noti: Stoner, Lorenzo e Pedrosa, il trio che peraltro merita di più allo stato attuale.

Passando alla cronaca, c'è ormai da sbadigliare, come in Formula 1 qualche anno fa. La partenza all'Estoril ha visto un cielo un po' nuvoloso, mai minaccioso, con asfalto asciutto: la dinamica dei primi metri dallo start è molto grintosa nelle prime linee con Honda che girano prima a seconda, ma dopo poche curve ne approfitta subito Lorenzo, che conquista e difenderà fino alla fine la seconda posizione.

Rossi non sembra messo male nelle prime curve, sempre comunque con Honda e Yamaha davanti: sia ufficiali sia clienti. 

Dovizioso si conferma primo degli italiani già nelle prime fasi, ma la gara a questo punto è ancora lunga e il consumo della morbida anteriore universalmente adottata potrebbe portare a un finale ben più elettrizzante e incerto.

I primi giri vedono allungarsi i distacchi nelle prime posizioni e Dovizioso, da sesto nei primi chilometri, riesce invece affermarsi al quinto grazie a un "lungo" di Spies. E Rossi è ottavo, lì, nella mischia, ma ancora molto prudente e anche impossibilitato ad andare a prendere la testa della corsa.

Al giro ventidue, quando un quarto di gara è ormai andato, vediamo le posizioni, senza però grosse sorprese: Stoner davanti a tutti, 2° Lorenzo, 3° Pedrosa, 4° Crutchlow, 5° Dovizioso, 6° Bautista, 7° Rossi, 8° Bradl, 9° Spies, 10° Hayden.

In questa fase l'usura inizia appunto a farsi sentire e Stoner è ancora in testa ma senza un vantaggio enorme, anche se nel primo settore continua a fare il vuoto. A 16 dal termine si segnala la caduta di Mattia Pasini, l'unico al momento ritirato. Dalla griglia ricordiamo che manca anche Colin Edwards, centrato da un De Puniet in caduta libera nelle prove di ieri.

Al quindicesimo Dovizioso passa Crutchlow e, pur non inquadrato dalla regia, si riprende il quarto posto. Chissà, sogna in un default delle moto ufficiali? Difficile perchè è a sette secondi da Pedrosa anche se, per quanto riguarda i primi tre, in effetti il vantaggio di Stoner continua a traballare: al sedicesimo è estinto, sente Lorenzo sugli scarichi, a un decimo soltanto.

Poco dopo il momento del pirla è arrivato anche per l'inesperto Yonny Hernandez, lasciando 17 piloti ancora in gara. A tre quarti di gara i giochi sembrano essere fatti ancora una volta all'insegna delle prime linee delle case ufficiali. Niente di significativo per gli italiani: e anche se il Dovi si conferma ancora subito a ridosso dei grandi, non riesce a prendere quel passo che serve per guadagnare, anzichè perdere, di giro in giro.

Abraham per terra a 5 dal termine: una Ducati clienti fuori con tante piroette ma senza danno alcuno per il pilota, che riparte anche se del tutto in fondo alla schieramento. Le altre meglio non citarle, troppo indietro. Per quanto riguarda il team Gresini e il resto degli italiani, si segnala una buona soddisfazione per Bautista, lì subito dietro alle Yamaha al sesto posto, che guadagna, a giri alterni, anche due decimi su un Valentino Rossi sempre opaco. Più in fondo Pirro, penultimo, che deve ancora farsi le ossa. E dietro di lui, Petrucci, doppiato: segno che le CRT, forse, hanno un passo che prende davvero troppa paga dalle ufficiali.

Bilancio della gara? Stoner ancora sulla Luna, anche se Lorenzo ammette un default della sua frizione che, troppo surriscaldata, non gli consentiva in rettilineo quella giusta motricità per andare a prendere l'australiano. Pedrosa ha fatto una gara prudente e, per sua stessa ammissione, a un certo punto ha preferito non insistere, nonostante fosse il suo centesimo podio: sembra un Prost rivisto in chiave due ruote, tanto che a fine gara dice che "il campionato è ancora ampio". Cosa fa, gufa il suo compagno di squadra? Purtroppo per lui, sono sue le ossa più fragili e lente nel recupero dopo una caduta! Che sia un altro anno con Stoner indiscusso lo si inizia già a intuire, anche se Lorenzo tutto sommato una gara l'ha già vinta nel 2012 e, sia mai, potrebbe arrivare su anche la Yamaha clienti...


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