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Coppa Intereuropa 2012

Un genuino salto nel passato del Motorsport
06.06.2012 17:29 di Luca Caniglia  articolo letto 1212 volte

Dall’1 al 3 giugno 2012, il leggendario Autodromo Nazionale di Monza ha regalato le emozioni e i brividi che solo l’automobilismo del passato è in grado di offrire.
Durante il primo week-end di questo mese, infatti, si è svolta, grazie all’Automobile Club di Milano, all’Autodromo di Monza e alla collaborazione della Scuderia del Portello, la sessantesima edizione della Coppa Intereuropa.
L’evento, che nasce nel lontano 1949 come gara di tre ore dedicata alle categorie Turismo e Turismo Veloce e che in seguito, visto il successo riscosso, divenne persino gara di contorno del GP d’Italia, si è protratto negli anni assumendo diverse connotazioni, per poi divenire, nei primi anni ’80, un vero e proprio revival di gare storiche.
Durante la tre giorni monzese, auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo sportivo (vetture Turismo, monoposto di F1, F2, F3, Formula Junior, Gran Turismo e Sport Prototipo) si danno battaglia tra i cordoli senza esclusione di colpi, per il piacere di pubblico e piloti.
La ricetta della Coppa Intereuropa è talmente perfetta da risultare quasi utopica: un circuito veloce e impegnativo, auto da sogno, temperature primaverili e paddock aperti al pubblico.
Noi di The Racing Tribune dunque, piacevolmente vittime di un insaziabile appetito per le corse, non potevamo resistere a questa prelibatezza, e armati di due fotografi professionisti, di una bicicletta e di occhiali da sole, ci siamo immersi a capofitto nell’eden del motorsport.
Girare tra i paddock di Monza (allestiti per l’occasione con appositi tendoni che riproducono fedelmente i parchi assistenza delle gare degli anni d’oro) è un vero spettacolo per gli occhi e per le orecchie.
Camminando ci si trova circondati da scene d’altri tempi, dove meccanici di ogni nazionalità sorseggiano the mentre effettuano una carburazione o sostituiscono una ruota stringendo i gallettoni con calibrati colpi di martello.
Oltre che con un gran numero di gentiluomini, ci siamo trovati faccia a faccia con un parco vetture talmente eterogeneo e ben curato da far impallidire i più grandi musei dell’automobile del mondo.
Un’emozione enorme, alimentata dalla consapevolezza che le auto schierate davanti ai nostri occhi sono qui non solo per farsi ammirare, ma per fare quello per cui sono state progettate: correre.
Dopo esserci ripresi dallo shock e aver fatto raffreddare le “fumanti” macchine fotografiche, ci siamo diretti a bordo pista per assistere a una gara dal nome inequivocabile, la “1000 km Revival”.
Queste quattro ore di spettacolo puro non solo hanno visto la partecipazione di personaggi del calibro di Alain de Cadenet e del nostro Arturo Merzario (alla guida assieme a Cajani di quel capolavoro dell’ingegneria e dello stile italiani che prende il nome di Alfa Romeo 33.3) ma ci hanno permesso di pedalare con tranquillità tra una curva e l’altra dell’autodromo, per vivere da privilegiati punti d’osservazione le emozioni rese possibili dal rombo di questi gloriosi motori e dalla guida senza remore dei fortunati piloti in grado di spingerli al massimo.
Tre giorni magici per ogni appassionato insomma, che per fortuna si ripetono ogni anno, dando la possibilità, a chi non avesse mai avuto modo di vivere quest’esperienza, di fare un tuffo nel tanto compianto passato del motorsport.
Difficile spiegare con semplici parole la bellezza di un evento in grado di lasciare senza fiato, motivo per cui abbiamo deciso di proporvi questi magnifici scatti realizzati per noi da Riccardo Carbone e Cesare V. Vicentini di hirundophotography.com

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