La prima volta di Superop alle Olimpiadi

Nutrita la spedizione di atleti di diverse discipline sportive che hanno conquistato la qualificazione a Rio 2016 anche grazie alla innovativa soluzione che consente di ottimizzare le fasi di supercom
 di Giuseppe Vaccariello  articolo letto 72 volte
La prima volta di Superop alle Olimpiadi

Molti atleti stanno preparando le valigie in vista della partenza per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, e nell’equipaggiamento di alcuni di loro c’è un alleato per la preparazione che li ha aiutati ad arrivare alla vigilia di questo viaggio al massimo della loro forma fisica: SuperOp.
Grazie alla sua trasversalità, SuperOp Supercompensation Optimizer si adatta a moltissime discipline sportive perché capace di aiutare l’atleta e il suo allenatore nella programmazione quotidiana degli allenamenti.

IN COSA CONSISTE
SuperOp è una soluzione composta da hardware e una app che, grazie ad un complesso algoritmo, valuta alcuni parametri legati allo stress organico-metabolico dell’organismo, causato prevalentemente - ma non solo - dagli allenamenti. Con una sola misura al mattino di battito e pressione sanguigna, SuperOp è in grado di determinare la condizione quotidiana dell’organismo e suggerire quindi il carico più appropriato per l’allenamento della giornata, cioè il volume di lavoro che ottimizza il processo di supercompensazione che sta alla base del miglioramento della performance. SuperOp è di assoluta facile lettura: il responso mattutino è basato su un colore (verde, arancione, giallo e rosso) che determina il carico allenante suggerito all’atleta.

SUPEROP A RIO 2016
Molti gli atleti che nelle diverse discipline hanno scelto di ascoltare i segnali del proprio corpo utilizzando SuperOp. Nella marcia gli ormai affermati Matteo Giupponi ed Eleonora Giorgi, nei 400 ostacoli gareggeranno Yadislaidy Pedroso, primatista italiano, e Marzia Caravelli, campionessa assoluta nei 100 ostacoli e detentrice del record nazionale nei 300 ostacoli. Anche la squadra di canottaggio 4 senza pesi leggeri composta da Stefano Oppo, Martino Goretti, Livio La Padula e Pietro Willy Ruta ha iniziato ad usare SuperOp per la loro preparazione, come il maratoneta otto volte campione italiano Stefano La Rosa.
L’Italia si farà sentire anche nella nazionale Cinese di marcia, dal 2010 allenata da Sandro Damilano, tra i primi coach a credere nel valore aggiunto di questo strumento.

SUPEROP NEL MONDO DEL CANOTTAGGIO
Tra gli atleti azzurri che si alterneranno nelle diverse discipline olimpiche troviamo Martino Goretti, componente della squadra di canottaggio 4 senza pesi leggeri, che ci ha parlato del suo allenamento in vista dell’evento a cinque cerchi e di come SuperOp lo stia aiutando.

«Io e la squadra ci alleniamo due volte al giorno tutti i giorni, tre ore la mattina in barca e fino a tre ore nel pomeriggio con corsa o bici, o in palestra con pesi e vogatore» ci racconta Martino, che nella chiacchierata affronta anche gli aspetti “competitivi” all’interno degli allenamenti con altri team o compagni «personalmente mi piacciono molto perché motivano e ricreano le condizioni della gara, anche se a volte si ha più bisogno di concentrarsi su se stessi e sulle proprie sensazioni, e sentire la competizione non serve». Parlando invece del suo approccio alla tecnologia il canottiere ci confessa di essere molto attento alle novità «Mi piace informarmi e non voglio rimanere fossilizzato al classico cardiofrequenzimetro, e così un giorno tra le mie ricerche ho scoperto SuperOp, uno strumento che mi sta dando risposte inaspettate: ho dei riscontri che prescindono dalle sensazioni che posso avere alla mattina appena sveglio, perché coglie tutti i tipi di stress». A supporto di questa tesi Martino ci racconta anche un aneddoto: «In un recente collegiale a Roma avevamo sostenuto un allenamento pesante al mattino, e quando mi è stata prospettata una uscita in bicicletta sul Terminillo, ovvero 90 chilometri di tracciato che portano ad una quota di oltre 2.200 metri, sono rimasto perplesso, ma poiché appena sveglio SuperOp mi aveva dato alta ‘ricettività organica’ e colore ampiamente verde, ho affrontato l’allenamento pomeridiano in bicicletta con la necessaria determinazione, stupendo me stesso per le buone sensazioni che provavo, segno che stavo bene e che non risentivo della stanchezza mattutina». Sorride Martino all’esito finale: «E’ stata una grande sorpresa!» .

Una sorpresa che sempre più atleti trasformano in convinzione, certi della bontà della soluzione proposta da SuperOp.